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Abbiamo visto nell’articolo precedente a cosa servono i diaframmi, come si utilizzano per controllare la luce in entrata nel nostro sensore e la profondità di campo.
Per ottenere una corretta esposizione avremo bisogno di controllare però altri due elementi, che fanno parte del triangolo dell’esposizione.
Oggi vi voglio proporre la continuazione della guida, parlando dei tempi, ma sopratutto di come usarli.

TEMPO DI SCATTO

Un’altro modo per variare la quantità di luce in ingresso nella nostra fotocamera è di utilizzare i tempi.
Davanti al sensore c’è un meccanismo, l’otturatore, che si apre per una quantità di secondi o frazioni di secondo, ovvero per il tempo di esposizione scelto da noi, e che successivamente si chiude per non far passare più luce.

Esistono essenzialmente due tipi di otturatori:

  • Otturatore centrale: il meccanismo è quasi identico a quello del diaframma, se non per il fatto che lavora al contrario, restando sempre chiuso e aprendosi soltanto al momento dello scatto, usato prevalentemente su vecchi corpi macchina analogici.
  • Otturatore a tendina: è il più diffuso, costruiti in metallo o tessuto, sono due tendine che scorrono verticalmente  o orizzontalmente davanti al sensore formando una fessura.

Se il tempo di esposizione invece è lungo  (di solito sopra il secondo), la seconda tendina raggiungerà la prima solo quando il tempo di esposizione non è stato raggiunto, lasciando così il sensore scoperto.

I tempi hanno una scala che parte da 30 secondi e, con incrementi di 1, 1/2 o 1/3 di stop a seconda della fotocamera e delle impostazioni, arriva a 1/4000 o 1/8000 di secondo.
Questa è un’esempio di scala con incrementi di uno stop alla volta:

scala-tempi

Incrementare di uno stop il tempo significa anche diminuire la luce che entra nel sensore di uno stop, e quindi è come se voi aveste chiuso il diaframma di un f-stop, ma con effetti diversi.

EFFETTI DELL’UTILIZZO DEI TEMPI

I tempi vanno utilizzati con coscienza, nella giusta misura come i diaframmi, a seconda della situazione in cui ci si trova.
Ovviamente le regole sono fatte per essere infrante nel momento di bisogno, ma prima dobbiamo almeno conoscerle!

  • Tempi corti: vengono utilizzati prevalentemente per immortalare scene con movimento. Molte volte si è difronte a scene di bambini che corrono, auto in pista oppure delle onde che si infrangono nella scogliera. Se volete “congelare” i movimenti del soggetto in movimento vanno utilizzati tempi alti che vanno dal 1/500 fino al 1/4000 di secondo. Per fotografare una macchina in pista si potrebbe avere bisogno di 1/1000 per bloccarne il movimento, ma ad esempio per una persona che salta o dei bambini che giocano potrebbero bastare anche 1/320 – 1/500 di secondo .
  • Tempi medi: i tempi di scatto medi, sono utilizzati per le fotografie di ritratti o scene con poco, o nullo movimento.
    Sono i tempi che userete maggiormente, e vanno solitamente da 1/30 fino a 1/250 di secondo.
    Se dovete quindi fare un ritratto, di una persona che sta posando, di un animale che è fermo o sta dormendo, oppure una semplice via cittadina o un panorama montano, questi tempi vi consentiranno di ottenere un’immagine nitida, senza un notabile effetto di mosso.
  • Tempi lunghi: questi tempi, salvo casi eccezionali, sono da utilizzate con un supporto o una base salda dove poggiare la nostra fotocamera.
    Di solito vengono utilizzati con l’ausilio di un cavalletto e un telecomando di scatto, che vi aiuteranno a mantenere immobile la vostra fotocamera, per riprendere un soggetto statico come un paesaggio, oppure creare degli effetti di mosso creativo.
    I tempi lunghi, partono approssimativamente da 1/15 di secondo fino ad arrivare a 30 secondi o all’infinito.
    N.B. : per ottenere un tempo di scatto più lungo di 30 secondi,  si deve ruotare la ghiera verso i tempi più lunghi fino ad arrivare alla “Posa B” che, tramite il telecomando, vi darà la possibilità di tenere l’otturatore aperto da quando premerete il pulsante di scatto a quando non lo rilascerete.

Esempiotempimosso

UNA REGOLA IMPORTANTE DA RICORDARE: I TEMPI DI “SICUREZZA”

I tempi di sicurezza, servono a far restare nitida la foto a seconda di che ottica utilizzate, quando scattate a mano libera, ovvero senza nessun supporto per tenere la fotocamera immobile.
Se scattate con un 50mm, e mantenete il tempo di scatto a 1/30, il vostro tremolio corporeo vi potrebbe rovinare la foto, creando una sorta di leggero sfocato in tutta la fotografia.
Quando si scatta a mano libera dunque, si deve cercare di scattare almeno 10 unità di tempo in più rispetto alla focale.
Mi spiego meglio: se scattate con un 50mm il tempo minimo di sicurezza deve essere di 1/60; se scattate con un 85mm deve essere almeno di 1/100, con un teleobiettivo da 300mm almeno con 1/320 di secondo, e così via.

Dopo questo piccolo consiglio da tenere a mente, pubblico qui sotto anche un paio di fotografie d’esempio in modo da poter capire come potreste provare ad usare i tempi di scatto, e ricordatevi sempre una cosa fondamentale da fare… sperimentate!

 

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Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari coltiva due grandi passioni, quella per l'arte della fotografia e quella per la natura. Attualmente Maurizio si è stabilito in Sudafrica e ha fondato Wild Nature Photographers, un tour operator specializzato per offrire a fotografi amatoriali e professionisti la possibilità di realizzare viaggi fotografici e su misura in terre africane e polari.   Per Maurizio effettuare un viaggio fotografico non significa fare una semplice esperienza dove scattare foto, ma si tratta di vivere momenti e ricordi indelebili. I viaggi vengono realizzati in maniera da soddisfare le esigenze individuali dei fotografi. Viene garantita assistenza continua in ogni fase del viaggio, offrendo guide, strutture ed escursioni esclusive. I viaggi di Wild Nature Photographers sono perfetti per chi ama la natura e sono l'ideale sia per chi ama viaggiare in solitaria che per chi ama farlo in piccoli gruppo. Grazie alla profonda conoscenza del territorio e all'efficiente assistenza, Wild Nature Photographers è in grado di garantire un'esperienza meravigliosa nel cuore di territori selvaggi e incontaminati. Oltre all’Africa è possibile realizzare e organizzare bush camp, crociere Antartiche, safari Artici e spedizioni in 4x4. Maurizio Ferrari ha messo il cuore nel proprio progetto, per poter permettere agli amanti della natura e della fotografia, di vivere emozioni uniche e irripetibili durante i viaggi. Negli ultimi anni, sta studiando e applicando la tecnica del panning e del mosso artistico-creativo all'interno della sua fotografia naturalistica. Le sue immagini non sono semplici fotografie, Maurizio desidera colpire chi osserva non soltanto con scatti da guardare, ma andare oltre la fotografia a livello emotivo ed emozionale. Le sue foto devono far sentire qualcosa. Da circa 3 anni, Maurizio si sta dedicando ad un grande progetto editoriale, ovvero un libro interamente dedicato al mosso artistico nell'ambito naturalistico. L'idea dell'autore è quella di inserire cinquanta immagini a colori e cinquanta in bianco e nero, un progetto molto complesso nella realizzazione, che richiede molto tempo e dedizione. Come artista, Maurizio Ferrari ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi sia a livello nazionale che internazionale partecipando a grandi concorso come: Asferico, Natures Best Photography Africa, Siena International Photography Awards, Nature Image Awards, Festival de l'Oiseau et de la Nature, Festival International Montier-en-Der e il National Geographic Italia.

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