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Un corso base di fotografia? Ancora?”

Ne avrete letti dozzine ormai, lo so, ma piccoli fotografi nascono ogni giorno, e si chiedono perché continuare a scattare in automatico non gli consente di raggiungere ancora dei buoni risultati.
Forse alcuni si domandano cosa vuol dire provare a ruotare la ghiera delle funzioni su “M”, e alcuni dopo averci provato hanno pensato che tutti i numeri strani insieme alle sigle sul display siano un codice troppo complesso da decriptare.

Non è semplice, ci vogliono un po’ di impegno, prove, fallimenti e fallimenti.
Tuttora porto a casa fallimenti colossali.
Giornate intere a sperimentare, su campo, ad intrecciare luce, ISO, diaframmi, tempi, filtri, per poi portare a casa una foto sfuocata, storta, piena di hot pixel o sottoesposta.
Ho deciso quindi di fare un’articolo al mese, che riguarda la fotografia base, così che tutti possano cominciare ad apprezzare questo mondo, cominciando a muovere i primi passi in maniera sicura.

PRIMA PARTE: LA FOTOCAMERA E LA FOTOGRAFIA.

A cosa serve la fotocamera?
La fotocamera, per definizione, è un dispositivo che ci consente di fare delle fotografie, o meglio di catturare la scena davanti a noi, e congelarla in un fotogramma.

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Per farlo dispone di 5 elementi essenziali:
-un mirino per inquadrare la scena
-delle ghiere o tasti di regolazione
-un pulsante di scatto
-un otturatore (una lamella o una tendina che resta aperta per il tempo da voi impostato)
-un sensore o una pellicola

Tutti questi elementi assieme compongono una fotocamera, vecchia o nuova che sia, per offrire la giusta regolazione di luce in entrata in essa, e tutti gli altri in più differenziano i vari corpi macchina.
Avete capito proprio bene: luce in entrata.
Quello che noi chiamiamo fotografia, non è altro che luce catturata dal nostro sensore/pellicola, ovvero uno spettro di onde elettromagnetiche visibili (non mi dilungo troppo sull’argomento o finirei solo per raccontarvi una storia troppo lunga).
Per questo tutto ruota attorno alla luce, ed è per questo che la prima cosa da fare, appena si ha un po’ di praticità con la fotocamera, è cercare di comprenderla.
Un’altra delle caratteristiche principali di una fotocamera è di avere un ottica posta davanti al nostro otturatore, avvitata in varie metodologie al corpo macchina, per poter indirizzare la luce nel miglior modo possibile al nostro sensore/pellicola.
In base al corpo macchina che si acquista, l’ottica può essere intercambiabile o meno, e ne esistono di vari generi e qualità.

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Ora che quasi tutti voi scelgono di acquistare una macchina fotografica digitale, spendiamo due minuti per parlare della dimensione del sensore.
Essenzialmente ci sono 3 formati principali e più grande è il sensore, maggiore quantità di dati (e quindi qualità di immagine) riusciremo a ricavare.
Andiamo a vedere i 3 principali formati per togliere ogni dubbio:

-Full Frame o Pieno Formato, è il formato delle pellicole 35mm che si usavano un tempo. (Canon 5D, 6D, 1D, Nikon D800, D600, D4…)
-APS-C ovvero Advanced Photo System tipo-C,  è praticamente un formato più piccolo del full frame, che misura approssimativamente 25 × 16mm (Canon 600D,1100D, Eos-M, Nikon D7100, D3100, D5100…)
-Micro quattro terzi, che è ancora più piccolo e più o meno si avvicina ai 17,3 x 13 mm. (Panasonic DMC-L10, Olympus E-5, Leica Digilux 3…)

Un tempo c’erano enormi differenze fra questi formati, oggi invece, con la progressione della tecnologia, siamo arrivati a colmare l’enorme crepaccio che separavano Full Frame e APS-C, quindi ormai le differenze sono poche anche in termini di professionalità.

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E la fotografia?
Le fotografie, fino a qualche anno fa, venivano impresse su pellicola e poi sviluppate su carta.
Costava infatti un mucchio di soldi fare tante fotografie e per ottenere dei risultati veramente eccelsi, ci si doveva affidare ad un bravo stampatore, oppure diventare un bravo stampatore.
Oggi anche i più vecchi (ma non ancora tutti) si sono lasciati alle spalle la camera oscura, per cominciare ad abbracciare la nuova tecnologia più economica e versatile: il digitale.
Tutto quello che un tempo si eseguiva in camera oscura, con acidi a temperatura, ingranditore e costose carte fotografiche, si è trasformato in quello che voi conoscete come Photoshop o Lightroom, o meglio camera chiara.
Le foto quindi le dobbiamo sviluppare lo stesso, sempre che si voglia farlo, con la variante che tutto il processo passa per il nostro computer, e non più per un processo chimico.
Le fotografie, salvo qualche caso eccezionale, vengono infine stampate con una stampante ad inchiostro.

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Io dopo qualche anno ho una visione personale della fotografia, perché ci si perfeziona, verso l’immagine che più ci aggrada o che trasmette meglio la nostra storia da raccontare, un nostro sentimento. A me piace sentirmi in quel momento “fuori dal mondo”, per cercare di ammirare meglio ciò che dimentichiamo ogni giorno, per cercare di cogliere l’attimo che passa tra un colore e un altro di una nuvola, un fiore che crea contrasto in una giornata grigia e buia.
La fotografia poi diventa un concetto diverso per ognuno di noi, dal giornalismo alla caccia fotografica della fauna, dalla macro alla paesaggistica, dallo still life alla street photography.
Siete voi che dovete creare una strada davanti a voi, o semplicemente seguire il vostro istinto.

Fate quello che vi piace, non quello che piace agli altri. 

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Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari coltiva due grandi passioni, quella per l'arte della fotografia e quella per la natura. Attualmente Maurizio si è stabilito in Sudafrica e ha fondato Wild Nature Photographers, un tour operator specializzato per offrire a fotografi amatoriali e professionisti la possibilità di realizzare viaggi fotografici e su misura in terre africane e polari.   Per Maurizio effettuare un viaggio fotografico non significa fare una semplice esperienza dove scattare foto, ma si tratta di vivere momenti e ricordi indelebili. I viaggi vengono realizzati in maniera da soddisfare le esigenze individuali dei fotografi. Viene garantita assistenza continua in ogni fase del viaggio, offrendo guide, strutture ed escursioni esclusive. I viaggi di Wild Nature Photographers sono perfetti per chi ama la natura e sono l'ideale sia per chi ama viaggiare in solitaria che per chi ama farlo in piccoli gruppo. Grazie alla profonda conoscenza del territorio e all'efficiente assistenza, Wild Nature Photographers è in grado di garantire un'esperienza meravigliosa nel cuore di territori selvaggi e incontaminati. Oltre all’Africa è possibile realizzare e organizzare bush camp, crociere Antartiche, safari Artici e spedizioni in 4x4. Maurizio Ferrari ha messo il cuore nel proprio progetto, per poter permettere agli amanti della natura e della fotografia, di vivere emozioni uniche e irripetibili durante i viaggi. Negli ultimi anni, sta studiando e applicando la tecnica del panning e del mosso artistico-creativo all'interno della sua fotografia naturalistica. Le sue immagini non sono semplici fotografie, Maurizio desidera colpire chi osserva non soltanto con scatti da guardare, ma andare oltre la fotografia a livello emotivo ed emozionale. Le sue foto devono far sentire qualcosa. Da circa 3 anni, Maurizio si sta dedicando ad un grande progetto editoriale, ovvero un libro interamente dedicato al mosso artistico nell'ambito naturalistico. L'idea dell'autore è quella di inserire cinquanta immagini a colori e cinquanta in bianco e nero, un progetto molto complesso nella realizzazione, che richiede molto tempo e dedizione. Come artista, Maurizio Ferrari ha ottenuto diversi riconoscimenti e premi sia a livello nazionale che internazionale partecipando a grandi concorso come: Asferico, Natures Best Photography Africa, Siena International Photography Awards, Nature Image Awards, Festival de l'Oiseau et de la Nature, Festival International Montier-en-Der e il National Geographic Italia.

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